Il Tuo Consulente Personale per il Risparmio Energetico

 



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GLI "8 PASSI" PER UN IMPIANTO "CHIAVI IN MANO"


1) ANALISI PRELIMINARE. Il primo passo è quello di contattare -- comodamente online, telefonicamente oppure di persona -- il Consulente Energia (qualora non sia lui ad avervi contattato), per avere un'idea delle tecnologie consigliabili e degli incentivi statali più adatti al proprio caso specifico. Allo scopo, il Consulente procede alla raccolta di alcune informazioni essenziali per elaborare, sempre gratuitamente, un studio preliminare di fattibilità e una stima della resa economica. In particolare, il Consulente vi suggerisce il tipo e la potenza dell'impianto più opportuni nel caso in esame, da cui discende una valutazione di massima del beneficio economico complessivo e della rendita netta mensile derivante dalla sua installazione, nonché una possibile soluzione di finanziamento. Tra le informazioni che il Cliente deve fornire, vi sono i dati personali, l'ubicazione dove si vorrebbe installare l'impianto (utili delle foto), la sua superficie (in m2) ed il consumo energetico dell'ultimo anno (bollette della luce).





2) SCELTA INSTALLATORE E SOPRALLUOGO.

Il secondo passo, una volta che la soluzione di massima che vi è stata prospettata dal Consulente risulti di vostro interesse, è la scelta dell'installatore per la realizzazione dell'impianto. In base alle vostre esigenze -- ad es., ottimizzare il risparmio, il rapporto prezzo/qualità, etc. -- il Consulente vi propone uno o più installatori che, in base alla sua esperienza e alla tecnologia consigliata, ritiene essere i più adatti. Ricevuto l'incarico attraverso il Consulente, l'installatore provvede, ove ciò si renda necessario per il tipo di impianto da progettare, ad effettuare un sopralluogo di persona o tramite un tecnico di sua fiducia. La scelta di un installatore piuttosto che di un altro (grazie alla conoscenza del mercato nazionale, delle tecnologie e dei prezzi), è uno dei passi in cui il ruolo del Consulente Energia si rivela più prezioso, consentendo al Cliente di risparmiare, nel caso di impianti superiori a 3 kW, cifre dell'ordine delle migliaia di euro. 

3) PROGETTO E PREVENTIVO DEFINITIVO. Il terzo passo consiste nella realizzazione, previa acquisizione della planimetria del tetto o del terreno su cui si intende realizzare l'impianto, del preventivo definitivo e del progetto tecnico da parte dell'installatore, che per la progettazione di impianti di particolare complessità può avvalersi di un progettista esterno di fiducia. In questo modo, il cliente riceve un'offerta "su misura" dal punto di vista tecnico ed economico. Il preventivo dettaglia il costo complessivo dell'impianto, comprensivo di tutte le sue parti componenti, dell'installazione, delle procedure burocratiche e del collaudo finale. Ad esso è in genere allegato, su richiesta, un prospetto finanziario che illustra i benefici in termini di guadagno per il Cliente ed eventuali proposte per il ricorso al credito. Il Consulente prende visione di tali documenti forniti dall'installatore e dal progettista, controllando in particolare la qualità e il contenuto dell'offerta a tutela degli interessi del Cliente.




4) AUTORIZZAZIONI PREVISTE. Il quarto passo è informarsi presso l'ufficio comunale competente sulle locali autorizzazioni previste. Nel caso di "zone protette" -- come centri storici o siti con vincoli ambientali, paesaggistici, architettonici, etc. -- è necessaria la relativa autorizzazione, altrimenti per impianti fino a 20 kW potrebbe bastare la Denuncia di Inizio Attività (DIA) firmata da un professionista. Nel 2008, la DIA è stata abolita per gli impianti installati sui tetti che utilizzino il solare termico o il fotovoltaico (purché integrati o aderenti con la stessa inclinazione e orientamento della falda ed i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici) e per quelli basati su singoli generatori eolici di altezza complessiva < 1,5 m e diametro < 1 m: in tutti questi casi, se gli edifici non si trovano in centri storici, è ora quindi sufficiente presentare una comunicazione preventiva al Comune. Per gli impianti di potenza superiore a 20 kW, occorre prima una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).





5) CONNESSIONE ALLA RETE ELETTRICA.

Il quinto passo, dopo aver concluso l'iter autorizzativo descritto, è la connessione alla rete elettrica. Allo scopo, è necessario presentare una richiesta di connessione al gestore di rete locale (Enel, ACEA, AEM, Hera, etc.) allegando il progetto preliminare dell'impianto e attendere il relativo preventivo, accompagnato dall'indicazione del punto di attacco e dei tempi. Accettato il preventivo e stipulato il contratto con il gestore, iniziano i lavori, al termine dei quali ha luogo l'allacciamento alla rete. Questa è una fase delicata, che può richiedere tempi lunghi e costi elevati per gli impianti isolati o lontani dalla rete. Una delibera del 2008 ha fissato costi e tempi massimi per i preventivi (20 gg) e i lavori (30 gg se semplici), a cui i gestori di rete devono adeguarsi, con sanzioni in caso di ritardi. Se ci si intende avvalere del servizio di scambio sul posto anziché della cessione in rete, il GSE subentra agli operatori di mercato come soggetto di riferimento. 

6) INSTALLAZIONE E COLLAUDO DELL'IMPIANTO. Il sesto passo consiste nell'installazione dell'impianto (che deve essere progettato e realizzato secondo determinate normative tecniche e deve utilizzare componenti conformi alle normative riguardanti la tecnologia utilizzata), e nel successivo collaudo per verificarne il corretto funzionamento. Il soggetto responsabile, una volta realizzato l'impianto, inoltra al gestore di rete locale la comunicazione della conclusione dei lavori, e quest'ultimo provvede all'allaccio effettivo alla rete elettrica, che per potenze complessive inferiori ai 50 kWp è effettuato in bassa tensione (cioè a tensione <1kV: monofase 230V 50Hz fino a 6 kWp, trifase 400V 50Hz oltre i 6 kWp). Per impianti superiori ai 20 kWp di potenza (od ai 30 kWp se ubicati nei territori montani), è obbligatorio presentare all'Ufficio Tecnico di Finanza (UTF) la denuncia di apertura dell'officina elettrica, che tuttavia non è necessaria qualora l'impianto immetta nella rete tutta l'energia prodotta.




7) RICHIESTA DEGLI INCENTIVI AL GSE. Il settimo passo è l'ottenimento, nel caso di un impianto fotovoltaico, dell'incentivo Conto Energia. Una volta effettuata la connessione alla rete da parte del gestore di rete, con relativo rilascio del verbale di connessione, si ha 60 giorni di tempo per inviare al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) la richiesta di accesso alle tariffe incentivanti, corredata dai 10 documenti previsti dalla delibera Aeeg 90/07. Per effettuare la richiesta si usa un'apposita pagina del portale del GSE (https://applicazioni.gse.it), dove si possono predisporre la domanda d'incentivo e alcuni degli allegati. La tariffa incentivante ha effetto dalla data dell'effettiva connessione ed è versata sul conto corrente. Essa può essere aumentata di alcuni premi: ad es., fino a un massimo del 30% se, abbinati all'impianto, si sono effettuati lavori sugli edifici che permettono un risparmio energetico di almeno il 10% o se l'edificio è nuovo e certificato efficiente dal punto di vista energetico.

8) FINANZIAMENTO DALLE BANCHE. L'ottavo e ultimo passo è la richiesta di finanziamento dell'impianto a una banca, che lo concede facilmente una volta ottenuto l'incentivo statale. Sono molte, in Italia, le banche che offrono finanziamenti ad hoc, e alcune coprono fino al 100% dei costi. Questo è possibile perché esiste un accordo tra il GSE e 350 istituti di credito che permette di utilizzare il bonus pubblico per garantire il rimborso del prestito, tramite la cessione alla banca dell'incentivo statale a copertura delle rate da pagare per il finanziamento ottenuto. Spesso le banche, per concedere il finanziamento, richiedono la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Molte assicurazioni hanno perciò predisposto dei prodotti ad hoc, che coprono sia i rischi legati agli eventi naturali (ad es., grandine), sia gli atti di terzi (vandalismo e furti). Il premio dell'assicurazione, per un impianto domestico, è nell'ordine dei 10 euro annui per kW installato (in media 30 euro l'anno per un impianto domestico). 



N.B. Nel caso di impianti non fotovoltaici, come ad es. quelli eolici, l'iter è sostanzialmente analogo. Vi sono soltanto alcune piccole differenze riguardanti soprattutto gli incentivi, per i quali rimandiamo il lettore all'apposita sezione.






INDICE


  HOMEPAGE

 TECNOLOGIE PRINCIPALI

 UNA GUIDA AGLI INCENTIVI STATALI

 GLI 8 PASSI PER UN IMPIANTO "CHIAVI IN MANO"

 IMPIANTI RESIDENZIALI: (1) FOTOVOLTAICI - (2) EOLICI

 ESEMPIO DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER PICCOLA IMPRESA

 ESEMPIO DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO INDUSTRIALE

 ES. DI GRANDI IMPIANTI INDUSTRIALI (EOLICO E SOLARE TERMODINAMICO)

 LE 20 RAGIONI DEL "BOOM" DEL FOTOVOLTAICO

 QUANTO COSTA UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?

 PREVENTIVO DI IMPIANTO FV SU TETTO DA: 3 kW - 6 kW - 15 kW - 200 kW

 PREVENTIVO DI IMPIANTO FV SU PENSILINE DA: 10 kW - 500 kW

 BUSINESS PLAN DI IMPIANTO FV A TERRA DA: 100 kW - 1 MW

 BUSINESS PLAN DI IMPIANTO FV SU SERRA DA: 50 kW - 1 MW

 TERRENI CANTIERABILI IN AFFITTO: UN NUOVO BUSINESS

 UN IMPIANTO SOLARE TERMICO COMBINATO

 LA "CASA ECOLOGICA" E IL RISPARMIO ENERGETICO

 COME CONTATTARMI PER INFORMAZIONI, PREVENTIVI O ALTRO

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