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PALE EOLICHE (DA
TERRAZZO E NON): UNA SCELTA RISCHIOSA
Si fa un gran parlare, su Internet, di microturbine (0-3 kWp) e miniturbine (3-20 kWp) eoliche verticali installabili direttamente su tetti o terrazzi oppure di classici aerogeneratori orizzontali installabili su apposite strutture di sostegno. Ma, oggi come oggi, questi impianti eolici rappresentano davvero una valida alternativa al fotovoltaico? Purtroppo, nonostante i venditori di questi prodotti tendano a esaltarne oltremodo le qualità, la risposta nuda e cruda è "nella maggior parte dei casi, no!", ed ecco le principali ragioni di ciò:
1) UN PAESE CON MOLTO SOLE MA POCO VENTO
Quando si parla di eolico (orizzontale o verticale che sia), è molto importante verificare che il sito abbia delle condizioni di ventosità minime per giustificare l'investimento, esattamente come si fa per il "grande eolico" (gli impianti da molti megawatt, o "parchi eolici"). Infatti, l'energia (E) prodotta da una qualsiasi turbina eolica varia con il cubo della velocità media (V) del vento: E = costante x V3. Ciò significa che anche una differenza di appena 1 m/s nella velocità media del vento si traduce in una notevole differenza nell'energia prodotta. La cattiva notizia è che, con possibili ma poche eccezioni, la maggior parte del territorio italiano non ha la velocità media del vento -- superiore a minimo 5 m/s -- necessaria per considerare un investimento in campo eolico. Lo si può verificare facilmente consultando le mappe dell'Atlante Eolico Italiano, da cui si vede che le aree ventose (e quindi interessanti) per le installazioni eoliche sono soprattutto quelle costiere e di montagna, le isole e il mare aperto.

Gli aerogeneratori ad asse orizzontale sono i discendenti dei classici mulini a vento. Possono essere orientati tramite una deriva posta "a valle" delle pale in modo che queste possano essere sempre posizionate perpendicolari al vento. La gamma di turbine di piccola potenza è molto ampia, da qualche centinaio di Watt ai 100 kWp. Esistono diverse configurazioni di turbine eoliche ad asse orizzontale: monopala, bipala, tripala, multipala. All'aumentare del numero di pale diminuisce la velocità di rotazione, aumenta il rendimento e cresce il prezzo. Le pale sono per la maggior parte in vetroresina, ma esistono anche in legno o in lamiera metallica. Negli aerogeneratori orizzontali, la necessità di sfruttare venti che siano il più possibile stabili come direzione, in modo da limitare lo stress al timone e alle parti mobili della turbina, comporta la necessità di installarli a una quota molto più alta degli ostacoli che li circondano, in modo da ridurne l'effetto di disturbo: dunque, tipicamente solo in spazi aperti.

3) EOLICO VERTICALE PER L'UTILIZZO URBANO. È DAVVERO CONVENIENTE?
Gli
aerogeneratori ad asse verticale non hanno bisogno di orientamento in
quanto offrono al vento la superficie utile in un arco di 360°. Sono di
dimensioni ridotte, esteticamente curati, e più adatti alle
aree
urbane ed ai regimi di vento cittadini, che solitamente sono
turbolenti, con vento di direzione e portata variabili. Dunque, in
teoria, rappresenterebbero una soluzione ideale per condomini, per
edifici con tetti non esposti verso sud e per piccoli
terrazzi inadatti al fotovoltaico. Purtroppo, però, oggi i
produttori di turbine verticali sono ancora pochi nel mondo, e dunque
il mercato non è ancora decollato ed i prezzi non godono di
quella
notevole concorrenza che esiste invece nel campo fotovoltaico.
Inoltre, su questi aerogeneratori - come pure sull'eolico in generale -
pesa l'incognita della loro reale convenienza o meno, che nel caso di
una possibile alternativa fotovoltaica è tutt'altro che scontata, dal
momento che dipende dalle caratteristiche di ventosità del sito di
installazione.

4)
L'ENERGIA E IL GUADAGNO PRODOTTI: UNA VERA INCOGNITA...
Proprio perché le turbine eoliche non ci vengono "regalate", occorre capire quanto effettivamente rendono. Mentre infatti un impianto fotovoltaico si sa precisamente quanto rende in termini di energia prodotta ed economici, non altrettanto si può dire per un impianto eolico. Infatti, una turbina, ad es., di 20 kWp produce 20 kW solo quando il vento raggiunge un'intensità assai elevata e normalmente irrealistica. Il profilo di potenza di un aerogeneratore esprime la potenza realmente erogata dalla turbina ai vari regimi di vento. Ebbene, anche per una turbina eolica verticale da 20 kWp, lo stesso produttore consiglia l'installazione solamente in zone con una velocità media annua del vento di 5,5-6 m/s. Un aerogeneratore di 10 metri di altezza con pale di 5 metri può produrre fino a 27.000 kWh l'anno in zone con una velocità del vento (a 10 metri dal suolo) di 5,5 m/s. In caso di vento minore, si entra in una "zona grigia" in cui la convenienza dell'eolico rispetto al fotovoltaico diventa molto dubbia.

5) NECESSITÀ DI UNA CAMPAGNA ANEMOMETRICA
La preziosa informazione preliminare di ventosità di un sito fornita dall'Atlante Eolico Italiano (riferita peraltro a un'altezza di 25 m dal suolo) non sostituisce la ben più approfondita "caratterizzazione anemologica" (cioè la misurazione della distribuzione della velocità e della direzione del vento nel corso dell'anno) per stabilire l'effettiva producibilità elettrica annua di un impianto eolico orizzontale o verticale nel sito d'interesse. Infatti, un sito può presentarsi meno ventoso di quanto non appaia sulle mappe, o viceversa. Il problema è che una campagna anemometrica richiede da un minimo di 6 mesi a un massimo di un anno per gli impianti più grandi, ed è costosa, perché va fatta da aziende specializzate utilizzando apparati calibrati da un ente accreditato e controllati in remoto. Perciò, molti installatori non informano i clienti sulla necessità della campagna anemometrica, che va poi integrata con i dati storici di ventosità degli ultimi anni forniti dalla più vicina stazione meteorologica.

6) LA QUESTIONE DEL DIMENSIONAMENTO DELL'IMPIANTO
Il dimensionamento di un impianto eolico deve essere fatto tenendo conto sia del fabbisogno energetico dell'utenza (considerando anche il profilo orario di consumo) sia delle caratteristiche locali del vento, che come abbiamo visto richiedono una costosa campagna anemometrica per essere conosciute. L'energia può essere direttamente utilizzata dall'utenza, e se è sovrabbondante rispetto al fabbisogno può essere ceduta alla rete elettrica e contabilizzata, in modo da usufruire degli incentivi statali previsti per questa forma di energia rinnovabile. Se invece l'energia resa disponibile dall'impianto eolico non dovesse essere sufficiente ai propri bisogni, allora si preleverà l'energia in più dalla rete pubblica, andando a pagare solo quest'energia in più. Soltanto un corretto dimensionamento dell'impianto eolico consente di utilizzare integralmente l'energia prodotta e di prolungare la vita dell'aerogeneratore, che sarebbe a rischio nel caso in cui esso non fosse connesso alla rete o ad un carico adeguato.

7) RUMOROSITÀ: UN PROBLEMA PER IL MEDIO E GRANDE EOLICO
Un aspetto spesso contestato all'energia eolica è la rumorosità dell'impianto. Mentre gli aerogeneratori verticali sono caratterizzati da una bassissima rumorosità, già i piccoli e medi aerogeneratori orizzontali presentano alcuni problemi di rumorosità (ascolta il video qui sotto), per cui è consigliabile un'installazione a una distanza dalle abitazioni non inferiore a 40-50 m. Ben diverso è il discorso per le grandi turbine, cioè per intenderci quelle usate nei parchi eolici multimegawatt. Sono infatti di impatto ambientale non trascurabile non solo dal punto di vista paesaggistico, ma soprattutto hanno lo svantaggio di produrre un inquinamento acustico estremamente rilevante e dunque assai penalizzante per la popolazione locale. Per questo motivo, la scelta del sito di installazione per impianti di tali dimensioni dovrebbe essere fatta con estrema cautela. Potete scaricare un dettagliato resoconto giornaliero della situazione allucinante per le persone che vivono vicino a un grande rotore eolico qui.
INDICE

HOMEPAGE
TECNOLOGIE
PRINCIPALI
UNA
GUIDA AGLI INCENTIVI STATALI 
GLI
8 PASSI PER UN IMPIANTO "CHIAVI IN MANO"
IMPIANTI RESIDENZIALI: (1) FOTOVOLTAICI - (2) EOLICI
ESEMPIO DI IMPIANTO
FOTOVOLTAICO
PER PICCOLA
IMPRESA
ESEMPIO DI IMPIANTO
FOTOVOLTAICO INDUSTRIALE
ES.
DI GRANDI IMPIANTI INDUSTRIALI (EOLICO E SOLARE TERMODINAMICO)
LE 20 RAGIONI DEL "BOOM" DEL FOTOVOLTAICO
QUANTO COSTA UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?
PREVENTIVO DI IMPIANTO FV SU TETTO DA: 3 kW - 6 kW - 15 kW - 200 kW
PREVENTIVO DI IMPIANTO FV SU PENSILINE DA: 10 kW - 500 kW
BUSINESS PLAN DI IMPIANTO FV A TERRA DA: 100 kW - 1 MW
BUSINESS PLAN DI IMPIANTO FV SU SERRA DA: 50 kW - 1 MW
TERRENI CANTIERABILI IN AFFITTO: UN NUOVO BUSINESS
UN IMPIANTO SOLARE TERMICO COMBINATO
LA "CASA ECOLOGICA" E IL RISPARMIO ENERGETICO
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